Destinazioni

Milano contemporanea, dove si può passeggiare col naso all’insù fra grattacieli di cristallo e perdersi fra le meraviglie del Fuorisalone.

18 aprile 2018 / Milano

In occasione della Settimana del Mobile che questa settimana trasformerà la nostra città nella più importante vetrina del Design mondiale, insieme a Città nascosta Milano vi abbiamo riservato una tappa che siamo certi vi appassionerà: quella dedicata alla città che sale.

L’evoluzione architettonica meneghina degli ultimi cinque anni è impressionante. Molti hanno storto il naso. Molti altri quel naso invece lo tengono all’insù, rapiti. Nella città dei futuristi che all’inizio del XX secolo la immaginavano dinamica, ardita e prodigiosa, oggi più di allora “Secchi, ritmici e decisi, si ripercuotono nello spazio i colpi di martello dei carpentieri acrobati”, confermando Milano come crocevia dell’architettura internazionale.

Perché dagli Sforza al Salone del Mobile la nostra città ha sempre avuto un ruolo da protagonista negli sviluppi urbani. Qualche volta ha sonnecchiato, è vero, ma solo per “produrre” meglio dopo.

Un esempio? Fra gli anni ’60 e ’90 il quartiere Isola era descritto come una zona da cui “stare alla larga”, un luogo che sembrava fuori dalla città, con le sue regole e suoi confini. Oggi la “città che sale” immaginata dai futuristi qui ha preso forma con il Bosco Verticale e i nuovi grattacieli costruiti nell’area delle Varesine dal fascino tutto verticale: le Torri Solaria, Solea e Aria, gli edifici residenziali più alti d’Italia.

Poco distante svetta il Grattacielo Unicredit che con la sua guglia raggiunge 231 metri d’altezza facendogli saldamente detenere il primato di edificio più alto d’Italia. Progettato dall’argentino Cesar Pelli, domina come un gigante la piazza intitolata a Gae Aulenti: un podio circolare rialzato dove si alternano giochi d’acqua, porticati ricurvi e lunghe panchine-scultura.

Ancora qualche passo e troviamo Palazzo Lombardia, il Pirellone Bis. Al suo attivo un paio di primati: è il grattacielo col tetto più alto d’Italia e il miglior edificio europeo del 2012 secondo il Council of Tall Buildings and Urban Habitats di Chicago. Progettato da Pei Cobb Freed & Partners di New York, in vetro e acciaio, è composto da edifici curvilinei di 8 piani e da una torre centrale di 39 piani per 161 metri di altezza. Ai suoi piedi una piazza, di 4000 metri quadrati, coperta, chiamata Agorà, moderno luogo d’incontro e passaggio.

E cosa dire di “City Life” dove il Dritto firmato da Arata Isozaki noto come Torre Allianz e lo Storto firmato Zaha Hadid detto anche Torre Generali, attendono l’arrivo del Curvo, firmato Daniel Libeskin, per completare questo nuovo paradigma urbano?

I puristi gemono. I futuristi esultano. I cittadini si dividono. E voi cosa ne dite? Siete pro o contro la città che sale?