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Paolo, 56. Autista NCC. Ha dato il via alla sua nuova vita adulta grazie all’entusiasmo per la tecnologia.

26 giugno 2019 / Italia

“Ho superato i 50 anni e mi sono imbarcato in questa avventura: per le persone della mia età è sempre più difficile trovare un posto di lavoro, chi è che ti prende a lavorare a cinquant’anni suonati?

Speravo che Uber fosse il trampolino di lancio verso la mia nuova età adulta. Prima facevo il rappresentante di commercio, ma erano gli anni della crisi, le cose non andavano bene, avevo bisogno di un secondo lavoro.

Mi sono avvicinato a Uber perché mi piaceva la tecnologia , il modo di trattare con la clientela, di pagare con la carta, che fosse tutto tracciato, limpido, lineare.

Non sapevo nulla di tutti i tassisti contro. Poi una sera fuori da una discoteca mi hanno insultato pesantemente, quella è stata solo la prima di tante altre volte. Penso che in una città europea e internazionale come Milano ci sia posto per tutti, io non odio i tassisti , mi piacerebbe che esistesse una cooperazione con loro.

Loro ci credono dei competitor: in realtà molto spesso non abbiamo neanche la stessa clientela. Secondo me ha poco senso parlare di concorrenza sleale.

Mi piacerebbe che il governo prendesse in carico le nostre rimostranze. Mi auguro un futuro roseo per tutti, vorrei che il mio lavoro continuasse a esistere.”

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